Industria, educazione e cultura: l’ecosistema che fa innovazione
La visita della Principessa del Galles dei giorni scorsi ha rilanciato Reggio Emilia come modello internazionale. La Presidente Anceschi: "Cresciuta grazie a una comunità laboriosa, competente e cooperativa, oggi deve fare un passo ulteriore: passare dalla somma delle sue qualità a un sistema integrato. La visita della Principessa Kate ha acceso un riflettore importante. Se resterà un episodio celebrativo, avrà un effetto limitato. Se invece ci aiuterà a capire che Reggio Emilia può competere nel mondo solo come comunità integrata, allora sarà stata davvero utile".
Territorio e relazioni con Enti locali
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19/05/2026
Industria, educazione e cultura: l’ecosistema che fa innovazione

La visita della Principessa del Galles a Reggio Children ha ricordato al mondo che Reggio Emilia possiede competenze distintive capaci di diventare riferimento internazionale. Non riguarda solo l’educazione: riguarda il modo in cui un territorio trasforma saperi locali in reputazione globale. Lo affermo da imprenditrice. Reggio Children è una delle prove più forti di questa capacità, la stessa che molte imprese reggiane hanno espresso nella meccatronica, nell’automazione, nell’agroalimentare, nella moda, nella ceramica, e nei servizi avanzati: qualità, metodo, ricerca, internazionalizzazione.
Oggi però le eccellenze isolate non bastano più. Reggio Emilia e il suo territorio hanno imprese competitive, l’ateneo Unimore, scuole tecniche e professionali, Reggio Children, istituzioni culturali come I Teatri, Aterballetto, Fondazione Palazzo Magnani e Collezione Maramotti. Il punto è collegare meglio tutto questo. La sfida non è aggiungere un’altra eccellenza all’elenco, ma costruire un ecosistema dell’innovazione in cui industria, università, scuola, cultura, educazione e istituzioni interagiscano e progettino di più insieme.
In questo quadro l’industria ha una responsabilità particolare: è il luogo in cui molte energie del territorio diventano lavoro, tecnologia, investimenti, esportazioni e attrazione di competenze. È dove la formazione diventa professione, la ricerca prodotto, la creatività processo, la reputazione mercato e l’appartenenza fattore di integrazione e coesione sociale. Per questo la connessione tra impresa e altri attori locali è decisiva. Intelligenza artificiale, transizione digitale e nuove Catene Globali del Valore stanno cambiando il modo di competere. Nessuna impresa può affrontare da sola questa trasformazione.
Certo, Reggio Children non è un modello da copiare in fabbrica. Ma è un grande esempio di ciò che accade quando una comunità costruisce una competenza, la organizza, la cura e la rende internazionale. La lezione è chiara: l’innovazione non nasce solo dalla tecnologia, ma dalla qualità delle relazioni tra persone, istituzioni e saperi. Lo stesso vale per Unimore, per le scuole, per i luoghi della cultura e della produzione artistica. Investire in educazione, ricerca e cultura non è solo una scelta civile, ma una decisione che rafforza anche la competitività del territorio, perché le imprese del futuro avranno bisogno di tecnici, ingegneri, designer, manager e ricercatori, ma anche di persone capaci di interpretare il cambiamento.
Il tema, dunque, è la comunità. Reggio Emilia è cresciuta grazie a una comunità laboriosa, competente e cooperativa. Oggi deve fare un passo ulteriore: passare dalla somma delle sue qualità a un sistema integrato. La visita della Principessa Kate ha acceso un riflettore importante. Se resterà un episodio celebrativo, avrà un effetto limitato. Se invece ci aiuterà a capire che Reggio Emilia può competere nel mondo solo come comunità integrata, allora sarà stata davvero utile. La nostra forza non sarà soltanto avere buone imprese, buoni imprenditori, buoni collaboratori, buone scuole, buone istituzioni culturali o buone esperienze educative. Sarà metterle in relazione.
È questa la sfida per il sistema territoriale reggiano: generare innovazione attraverso il contributo di tutti. L’industria, dalla pianura alla montagna reggiana, è pronta a fare la sua parte.

Roberta Anceschi
Presidente Confindustria Reggio Emilia

 

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