La decisione dell'Unione Europea di consentire all'Italia maggiori margini di investimento per circa 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni rappresenta un'opportunità importante. La vera sfida, però, non riguarda soltanto l'entità delle risorse disponibili, ma la capacità di trasformarle in uno strumento di crescita, competitività e sviluppo industriale.
Per un territorio come Reggio Emilia, tra i più manifatturieri d'Europa, la priorità è chiara: ridurre il costo dell'energia che grava sulle imprese e rafforzare la competitività del sistema produttivo. Negli ultimi anni le aziende hanno affrontato tensioni geopolitiche, rallentamento della domanda internazionale, aumento dei costi finanziari ed energetici, continuando tuttavia a investire, innovare ed esportare.
Oggi è necessario un cambio di passo nelle politiche europee e nazionali. La proposta avanzata dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, di destinare una parte significativa delle nuove risorse a meccanismi capaci di garantire energia a costi competitivi per le imprese va nella direzione giusta. È una scelta che tiene insieme competitività industriale, sicurezza energetica e transizione ambientale.
Non esiste infatti transizione sostenibile senza un'industria forte. Se l'energia continua a costare in Europa molto più che nelle principali economie concorrenti, il rischio è indebolire la base produttiva continentale e ridurre la capacità di attrarre investimenti e occupazione qualificata. Sostenibilità e sicurezza energetica, dunque, non sono obiettivi alternativi, ma due dimensioni della stessa strategia. Accelerare sulle fonti rinnovabili, sull’efficienza, sull’autoproduzione e sulla modernizzazione delle reti significa ridurre la dipendenza da fornitori esterni, proteggere imprese e famiglie dalla volatilità dei mercati internazionali e costruire un modello di sviluppo più stabile, competitivo e resiliente.
L'Emilia-Romagna e Reggio Emilia possono svolgere un ruolo da protagoniste. Il nostro territorio concentra filiere d'eccellenza nella meccanica-meccatronica, nell'automazione, nell'agroalimentare, nelle tecnologie avanzate, nel tessile e nella ceramica. Qui le nuove risorse europee possono diventare il motore di nuove alleanze tra pubblico e privato, come il PattoPianura e il ProtocolloMontagna, sostenendo non solo l’ulteriore diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, ma anche progetti per il potenziamento delle infrastrutture energetiche, delle reti intelligenti, della ricerca industriale e della formazione avanzata.
La sfida energetica è sempre più legata alla trasformazione digitale. Tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’automazione evoluta e l’analisi dei dati stanno cambiando profondamente i processi produttivi e i modelli competitivi delle imprese.
Per questo gli investimenti in energia non riguardano solo infrastrutture e impianti, ma anche le competenze necessarie per sviluppare e gestire queste innovazioni. In tale prospettiva diventa quindi fondamentale rafforzare la collaborazione tra imprese, università, ITS Academy e istituzioni, affinché la crescita energetica e quella tecnologica procedano insieme.
Roberta Anceschi, Presidente Confindustria Reggio Emilia