Manifattura reggiana 2021-2024: quattro anni di bilanci raccontano una transizione difficile
Il Centro Studi di Confindustria Reggio Emilia ha analizzato i bilanci di 437 imprese manifatturiere della provincia nel quadriennio 2021-2024, per le quali sono disponibili i bilanci depositati in forma completa per ciascuno degli esercizi dal 2021 al 2024. Il quadro che emerge è quello di un sistema che ha saputo crescere e tenere l'occupazione, ma che nel 2024 registra una flessione generalizzata dei margini e un raddoppio della quota di imprese in perdita.
Centro Studi Credito e Finanza
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27/04/2026
Manifattura reggiana 2021-2024: quattro anni di bilanci raccontano una transizione difficile

Il Centro Studi di Confindustria Reggio Emilia ha analizzato i bilanci di 437 imprese manifatturiere della provincia nel quadriennio 2021-2024, per le quali sono disponibili i bilanci depositati in forma completa per ciascuno degli esercizi dal 2021 al 2024. 

Il campione di imprese oggetto dello studio ha chiuso il 2024 con 17,6 miliardi di euro di fatturato e 41.029 addetti, ma con indicatori di redditività al minimo del quadriennio. Il quadro che emerge è quello di un sistema che ha saputo crescere e tenere l'occupazione, ma che nel 2024 registra una flessione generalizzata dei margini e un raddoppio della quota di imprese in perdita.

Il quadriennio si articola in tre fasi distinte. Il biennio 2021-2022 è stato caratterizzato da una crescita sostenuta: il fatturato è salito del 15,6%, il MOL del 7,4%, il costo del lavoro per unità di valore aggiunto (CLUP) è arretrato, segnalando guadagni di produttività. Nel 2023 la crescita del fatturato si è arrestata (−1,5%), ma il valore aggiunto ha continuato a progredire (+5,1%) e il MOL ha accelerato (+9,0%), rendendo quell'anno il più redditizio del periodo per la maggioranza delle imprese. Il 2024 ha segnato una svolta netta: fatturato −4,2%, MOL −15,3%, utile netto −22,9%, con il CLUP che balza di 5,8 punti percentuali, segnale di una perdita generalizzata di efficienza nel costo del lavoro.

Particolarmente significativo il dato sulle imprese in perdita: la loro quota è quasi raddoppiata, passando dall'8,9% del 2021 al 17,8% del 2024, con un'accelerazione di 6,6 punti nell'ultimo anno. Quasi un'impresa su cinque del campione ha chiuso il 2024 in rosso. Il ROE mediano scende al 7,1%, il ROI al 4,3%, il ROS al 5,1%: tutti i principali indicatori raggiungono il valore più basso del quadriennio.

L'analisi per dimensione rivela che le piccole imprese sono le più esposte: con un ROI al 2,7% e un ROA al 3,8%, la capacità di generare reddito risulta fortemente compromessa. Le medie e le grandi imprese si confermano la spina dorsale del sistema, mantenendo livelli di redditività superiori alla media. Sul fronte settoriale, la chimica e l'alimentare sono gli unici comparti in cui tutti gli indicatori sono migliorati rispetto al 2021; la metalmeccanica - che rappresenta il 59,5% del campione - registra invece un deterioramento marcato di ROE e ROS.

Un elemento di solidità strutturale va però evidenziato: nel quadriennio i dipendenti sono cresciuti del 7,4%, da 38.211 a 41.029 addetti. Le imprese reggiane hanno scelto di preservare le competenze anche nella fase di flessione dei margini, un segnale che parla di responsabilità sociale e di visione di lungo periodo.

L'analisi dei bilanci 2025 sarà determinante per capire se il 2024 ha rappresentato un punto di minimo ciclico o l'avvio di una fase correttiva più strutturale.

Allegati

Analisi bilanci 2021-2024

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Alberto Seligardi
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